Dio e l’Uomo

Questo è il primo di quattro discorsi tenuti a Filadelfia (PA) durante il primo tour di Sant Kirpal Singh in Occidente nel 1955.
(La Notte è una Giungla, capitolo 1 — Prima pubblicazione: Sat Sandesh ottobre 1969, India)

Un’introduzione agli Insegnamenti e al “Sant Mat”, o Sentiero dei Maestri.


Permettetemi di presentarmi, sono venuto per parlare con voi da uomo a uomo. Sono proprio come uno di voi. Naturalmente, ogni uomo ha ricevuto da Dio gli stessi privilegi. Io ho sviluppato il mio vero Sé. Vi spiegherò quello che ho imparato ai piedi del mio Maestro riguardo al mio Sé, il vero Sé, in modo che chi sta cercando la Verità possa trovare un punto di riferimento.

Da bambino mi chiedevo: “Qual è il mistero della vita?” Ho cercato di trovare la risposta nei libri. Vi posso assicurare che ho avuto l’opportunità di passare in rassegna quasi due biblioteche intere e di esaminare le sacre scritture di quasi tutte le religioni, o la maggioranza di esse. Ma nelle eccellenti relazioni che i testi mi hanno fornito, non ho potuto trovare la soluzione pratica del mio problema.

In quattro conferenze Vi parlerò di quello che ho appreso ai piedi del mio Maestro. L’argomento di ogni conferenza sarà un po’ diverso.

Oggi affronteremo il tema: Dio e l’Uomo. I tre discorsi successivi riguarderanno: I più alti Valori della Vita”, “Il Regno di Dio”, e l’ultimo Il Modo più Naturale di Entrare nel Regno di Dio.

Da un accurato e imparziale studio di tutti i testi sacri del mondo riscontriamo che esiste una Realtà, che è la nostra meta. Questa Realtà è chiamata Dio, ma anche con altri nomi.

Dio ha creato l’uomo e l’uomo ha fondato le religioni nel mondo.

Queste religioni sono state create per innalzare l’uomo e dobbiamo usarle nel migliore dei modi così che alla fine possiamo conoscere noi stessi e poi conoscere Dio.

Le religioni hanno due aspetti: uno è il lato sociale o esteriore e l’altro è il lato spirituale, la religione interiore. Dobbiamo partire dall’aspetto esteriore delle religioni. L’uomo è un essere sociale, deve rimanere in una società.

Ogni società ha le proprie cerimonie e riti, le proprie scritture, i propri modi di pregare. Questo non è l’aspetto essenziale. Noi dobbiamo rimanere in una religione sociale in quanto l’uomo è un essere sociale e far parte di una religione è una fortuna. Tuttavia, andare in una chiesa o in altri luoghi sacri di culto, recitare le preghiere, leggere le scritture, partecipare alle cerimonie o riti, rappresentano il nostro primo passo. Tutto questo serve a creare in noi l’amore per Dio.

Ma se il nostro eseguire i riti, leggere le scritture, frequentare le chiese o altri luoghi sacri di culto non crea ancora in noi l’amore per Dio e costituisce una semplice ginnastica mentale, non ci porta da nessuna parte. Questo non significa che non bisogna vivere in una religione sociale. Dobbiamo farlo. Se ci ribelliamo a questo, dovremo poi formare un’altra società.

Immaginiamo che ci siano dieci mila persone col nostro punto di vista. Ad un certo punto dovremo formare una società separata e mettere certe regole da seguire. Dopo un periodo di tempo ci accorgeremo che una delle regole si è rivelata imperfetta e deve essere corretta. Così continueremo a correggere le regole.

Lo stesso è stato fatto col sé esteriore.

“Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato.”
— Marco 2:27

Allo stesso modo, le religioni sociali sono state fatte per l’uomo, ma l’uomo non è stato fatto per le religioni sociali. Il motivo di rimanere in una religione sociale è solo per conoscere sé stessi e poi conoscere Dio. Questo è un aspetto della religione. L’altro aspetto è l’osservanza di certi riti e cerimonie. Questi variano nelle diverse religioni, ma il loro obiettivo è quasi identico.

Ad esempio, in qualche chiesa, è segno di rispetto entrarvi col capo scoperto. In India, è segno di rispetto entravi col capo coperto. È un’usanza. Apparentemente c’è differenza tra i due modi, ma l’obiettivo è lo stesso. Entrambi significano che ovunque siate in presenza di Dio, nel Suo ricordo, dovreste avere un atteggiamento rispettoso.

Comunque questi non sono essenziali. L’obiettivo è lo stesso, senza dubbio. Apparentemente esiste qualche differenza, ma questa non tocca in alcun modo l’obiettivo della chiesa.

Coloro che seguono le regole alla lettera, dimenticano semplicemente lo spirito e lottano solo per le differenze apparenti. In Arabia dove c’è scarsità d’acqua, prima di pregare c’è l’usanza di lavarsi le mani, i piedi, la faccia e poi pregare. In altri continenti dove c’è abbondanza di acqua, si dice che fin quando non si è fatto un bagno, non è giusto sedere per la preghiera. Questa è solo una differenza apparente secondo le condizioni climatiche e geografiche del posto.

Dobbiamo vivere in una religione sociale. Dunque è meglio rimanere dove siamo. Non bisogna cambiare, se questo può essere d’aiuto. Tuttavia lì, cosa si può fare? Solo leggere le sacre scritture — i detti dei Maestri — bisogna cercare di capire quello che dicono, e attenerci ad essi.

Questo è ciò che si apprende: tutti i Maestri del passato erano i figli della Luce, e sono venuti per dare la Luce al mondo. Non sono venuti per una religione in particolare o per un paese speciale. Sono venuti per tutta l’umanità.

Ora è il momento di mettere da parte le futili differenze che esistono che non sono l’essenziale. Dovremmo guardare solo all’obiettivo per il quale sono state fondate e aprire gli occhi alla Realtà che tutti noi stiamo adorando lo stesso Dio ed è per questo che le religioni sono state concepite.

Ora scoprirete che dal punto di vista di tutte le religioni, Dio l’Assoluto è al di là di ciò che è conosciuto e manifestato. Questo è qualcosa ancora oltre quello che sostiene e dà vita a tutta la creazione. Questa Realtà sta dietro ad ogni cosa. Possiamo cercarlo o trovarlo? No. Lui non può essere cercato.

“Puoi tu attraverso la ricerca scoprire Dio?
Puoi scoprire l’Altissimo?”

L’Altissimo non può essere espresso in parole.

I Maestri hanno usato semplicemente dei nomi per esprimere questa Realtà che è indicibile. Egli è l’Uno Immutabile. Si legge:

“Oh Signore, in Cielo la tua Parola è Eterna.”
— Salmo 119:89

Questa è la Realtà duratura e immutabile. Inoltre è incondizionato e indivisibile. Egli è l’Uno Senza Nome.

Tutti i nomi sono sacri. Abbiamo rispetto di tutti i nomi, sebbene Dio sia l’Uno Senza Nome. Con qualunque nome noi lo chiamiamo con devozione e fede, si presenterà e noi entreremo in contatto con Lui. Ma i nomi si riferiscono ad una Realtà che non può essere espressa a parole.

Tutti i Maestri hanno provato ad esprimere questa Realtà, ognuno definendola a proprio modo. Quasi tutte le definizioni di Dio si equivalgono. Tutti loro dicono che Dio è l’inizio e la fine, dal quale niente può essere escluso e al quale niente può essere aggiunto. Dio è onnisciente, onnipresente, l’origine, il senza causa, la sede di tutte le cose, l’esistenza in sé. Non può essere creato, esiste già.

Il Profeta Maometto dice nel Corano:

“Non c’è mutevolezza in Dio,
poiché Egli è eterno, immortale, infinito”.

È l’immutabile Realtà permanente e eterna. Queste parole cercano di esprimere, sebbene in modo imperfetto, la grande Realtà che è alla base di tutto.

Da quando i Maestri sono venuti hanno provato ad esprimere questa Realtà e cantato lodi al Signore e questo ha costituito l’argomento delle nostre Sacre Scritture. Ma dicono anche che Lui è ancora più che mai indicibile. Per migliaia di anni, i Maestri hanno spiegato con parole loro tutto quello che è possibile.

Come può l’inesprimibile essere espresso in parole?

Questa è l’esperienza che possiamo avere attraverso il contatto con questa Realtà. Ma se anche le nostre emozioni non possono essere descritte a parole, come può questa Realtà essere espressa in parole? Ecco perché è sempre stato detto che Dio è indicibile.

È la stessa Realtà che lavora in tutta la creazione. Fin quando non la sperimenteremo, non sapremo com’è. Ciò che ora sappiamo è solo ciò che è stato descritto nei libri: non l’abbiamo sperimentatoj direttamente.

Tutti i Maestri dicono: “È l’inizio e la fine.”

In un passo di Isaia si dice:

“Io sono il primo e sono l’ultimo,
non c’è Dio all’infuori di me.”
— Isaia 44:6

È riportato ancora:

“Io sono l’Alfa e l’Omega,
l’inizio e la fine …
l’Altissimo che era,
che è, che verrà.”
— Apocalisse 22:13

Queste sono definizioni date per mostrare che la Realtà è immutabile permanenza, che non ha inizio né fine. Dio non ha inizio né fine.

Finché non abbiamo un’esperienza della Realtà, non possiamo esserne convinti. Sin dall’ inizio del mondo i Maestri che sono venuti l’hanno spiegata alla gente nel miglior modo possibile. Nonostante ciò, hanno sempre sostenuto che Lui rimane indescrivibile.

Guru Nanak l’ha descritto in modo appropriato:

“Egli è l’Uno, è il Primo, è tutto ciò che esiste.
Il Suo nome è Verità. È il Creatore di tutto,
non teme nulla, elimina le paure.
La Sua forma nelle terre e nelle acque è l’Eternità;
l’Uno che esiste in Sé stesso.
Attraverso la grazia del Suo vero servitore,
ripetete continuamente il Suo Nome.
Lui era in principio; è presente in tutti i secoli
e sarà l’Uno che vivrà in eterno”.

Noterete che dice la stessa cosa. Tutti i Maestri, come hanno detto, hanno sperimentato questa Realtà. Naturalmente nel fare le descrizioni si sono espressi col proprio linguaggio e nei propri modi. Ma troverete che le caratteristiche salienti di ciò che hanno espresso sono le stesse.

Guru Nanak continua:

“Egli è al di là del pensiero.
Nessun pensiero può concepirlo.”

Ora la domanda è: Possiamo cercarlo all’interno del limitato confine del nostro intelletto?

No, Egli è oltre il pensiero, nessun pensiero può concepirlo. Nemmeno se le menti degli uomini dovessero pensare per secoli e secoli.

Allora come possiamo conoscere Dio?

Il nostro corpo, le emozioni e l’intelletto dovrebbero prima essere fermati. Solo allora la rivelazione discenderà, e poi sapremo chi siamo. Quando sapremo chi siamo, saremo in grado di vedere e conoscere cos’è Dio.

Ecco perché Guru Nanak ha detto,

Che se vogliamo afferrarlo col nostro
limitato intelletto, Lui non possiamo vederlo.

È come la storia della tartaruga di fiume, che entrò in uno stagno. Lì incontrò un’altra tartaruga. La tartaruga di fiume disse: “Sai, il mare è molto grande e non ha fine!” La tartaruga nella pozza fece appena un passo indietro e disse: “È tanto così?” — “No” rispose l’altra, “è ancora più grande”. Allora fece un ulteriore passo indietro e domandò: “È tanto così?” E l’altra rispose: “No, è ancora più grande”. Allora fece il giro di tutta la pozza d’acqua e disse: “È tanto così?” L’altra rispose: “No, è ancora di più”.

La tartaruga dello stagno, vedete, sbagliava tutto poiché la sua esperienza era estesa solo alla pozza d’acqua e niente di più. Allo stesso modo, i Maestri hanno sempre detto che la Divina Conoscenza è illimitata e che non potevano pretendere di rendere giustizia all’argomento.

Il Signore è Dio. In qualunque modo lo definiamo lo vogliamo portare nell’ambito finito dell’intelletto. Se questa Realtà è infinita, come possiamo esprimerla in termini finiti? Questo è ciò che tutti i Maestri hanno detto.

Guru Nanak dice:

“Lui non può essere concepito.”

Le Upanishad dicono:

“Afferrare questa Realtà dentro il confine dell’intelletto
è impossibile come cercare di placare la sete bevendo vino.”

In un altro passo si dice.

“. . . è impossibile come spremere olio dalla sabbia.”

Entrambe le cose sono inverosimili. Allo stesso modo, non è possibile definirlo con l’intelletto e comprenderlo completamente.

I Maestri ci hanno dato qualcosaj per comprendere che non può essere espresso a parole. Attraverso la loro grazia possiamo solo avere qualche idea di Lui. Essi ci portano in contatto con questa Realtà quando entriamo nel Regno di Dio. Di conseguenza abbiamo qualche esperienza di Lui e possiamo affermare che qualcosa c’è.

Guru Nanak dice:

“Sono come il pesce nell’oceano.
Non so distinguere tra l’uno e l’altro.”

Allo stesso modo non possiamo comprenderlo col nostro intelletto limitato.

Egli non può essere conosciuto attraverso la conquista del mondo
perché il desiderio dell’uomo non si può saziare
nemmeno con tutto l’oro del mondo.
Nessun pensiero umano può portare l’uomo lontano.
Il lavoro della mente, le migliaia
di azioni di saggezza del mondo
lo lasciano al buio, tutto è inutile.
Vane sono le vie dell’uomo.
Allora come trovare Lui?
L’uomo ha bisogno di aiuto.”

Sin dall’inizio del mondo, tutti i Maestri hanno detto la stessa cosa. Abbiamo a disposizione molte scritture, tantissime pagine di libri su Dio che sono state scritte. Avremo ancora più libri redatti da tutti i Maestri che verranno in cui ognuno descriverà il proprio contatto con Dio o con la Realtà. Grazie alla loro beatitudine ci trasmettono tutto quello che è di alta ispirazione per farci conoscere la Realtà che loro hanno sperimentato. L’uomo ha provato a seguire queste indicazioni, ma ha fallito.

Allora, come possiamo vederlo? Sin dall’inizio del mondo, questo è stato il destino dell’uomo. Finché non vediamo Dio, rimane la domanda: “Cos’è Dio?”

Kabir dice,

C’è una Realtà in tutto, che sostiene
l’intera creazione ed è immanente in ogni forma.

Se questa realtà è immanente in ogni forma perché siamo diversi?
E ovunque ci sono così tante guerre e religioni?

Il motivo sta nel fatto che quando un Maestro viene nel mondo, sperimenta una parte di questa Realtà, e semplicemente la trasmette alle persone che lo incontrano. Ma quando lui lascia la scena — errare è umano, vedete — alcune persone si riuniscono e interpretano l’insegnamento a modo loro. Di conseguenza si verificano dei cambiamenti.

Poi un altro Maestro che arriva trova delle parti aggiunte alla Realtà e all’insegnamento del predecessore. Lui toglie queste scorie e permette alle persone di conoscere di nuovo la verità circa la Realtà, ma fino ad un certo punto. Così inizia un’altra religione.

I Maestri non hanno mai dato inizio a nessun credo.

Hanno solo detto alle persone:

“C’è un Dio e dovreste amare Luij.”

Come è possibile amare qualcuno prima di vederlo e ricevere qualcosa di buono da lui?

I semplici sentimenti o emozioni sono puramente la conseguenza di controversie intellettuali, non daranno alcuna soddisfazione duratura e saranno incerti. Qualche volta si può prestar fede a queste deduzioni, ma sono tutte suscettibili di errore. Se entriamo direttamente in contatto con la Realtà e la vediamo e otteniamo beatitudine, ineffabile gioia e completa felicità interiore, avremo amore per Lui, ma solo dopo aver assaporato l’elisir di questa Realtà.

Quando i Maestri vengono cosa ci raccontano?

San Giovanni dice:

“Dio non può essere visto con i tuoi occhi.”
— Giovanni 1:18

Ma poi scopriamo che qualche Maestro ha detto di aver visto Dio. È stata posta a Guru Nanak questa domanda: “Tu vedi Dio?” Lui ha risposto: Io vedo Dio. Egli è ovunque”. Anche Cristo ha detto: Guardate il Signore”. Indicò il Signore dicendo: Lì, guardatelo. Senza ragionamenti.

Anche Swami Vivekananda ha fattojj la stessa domanda. Inizialmente era ateo e sfidava tutti chiedendo: “C’è un Dio? C’è qualche uomo che ha visto Dio?” In quel periodo viveva un uomo illuminato di nome Paramahansa Ramakrishna che lo mandò a chiamare. Vivekananda andò da lui e chiese: “Maestro, hai visto Dio?” Il saggio rispose: “Si figlio mio, io vedo Dio come vedo te, e anche più chiaro di così.” Ebbene arrivò in tempo per diventare un grande credente. Negli ultimi giorni della sua vita, Vivekananda confessò: “Sono stato salvato grazie a questo Dio-Uomo.”

Ci renderemo conto che coloro che professano di essere credenti, sinceramente parlando, non sono così. Abbiamo semplicemente imparato dalle nostre scritture che c’è Dio; abbiamo ascoltato questo molte volte, ma non lo abbiamo mai visto, e se qualcosa non si vede, non possiamo esserne convinti. Quando si presentano le difficoltà e le vicissitudini della vita e dobbiamo attraversarle, siamo sconcertati e chiediamo: C’è un Dio? Diventiamo scettici. Ma se abbiamo visto, se abbiamo avuto una qualche esperienza della Realtà, non si può avere alcun dubbio.

I Maestri dicono: Noi lo vediamo.

Ma quali sono gli occhi con i quali Lui può essere visto?

Shams-i-Tabrez, un Santo Musulmano, ci dice che dovremmo essere in grado di vedere Dio con i nostri occhi e di udire la sua voce con le nostre orecchie.

Nella Bibbia si legge:

“Abbiamo gli occhi e non vediamo.”
— Marco 8:18

Come sono quegli occhi?

Contestarono a Guru Nanak: “Dici di vedere Dio ovunque.” Lui replicò:

“Gli occhi con i quali si vede Dio sono diversi.”

Quali sono gli occhi con i quali possiamo vedere Dio?

Non sono gli occhi esteriori ma l’occhio che è all’interno di ciascuno di noi. Cristo lo ha chiamato Occhio Singolo.

“L’occhio è la luce del corpo.
Se il tuo occhio è singolo,
tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.”
— Matteo 6:22

Le scritture Indù e i detti di altri Maestri ci parlano del Terzo Occhio, o occhio latente. Quest’occhio è in ognuno di noi. Quest’unico occhio non è di carne e di ossa, come quelli che abbiamo esternamente sul viso.

Guru Nanak definisce cieco non l’uomo che non ha occhi fisici, ma colui che non ha il suo occhio interiore aperto per vedere la Luce di Dio.

Dio non può essere espresso. Questa Condizione Assoluta può essere raggiunta solo quando ci innalziamo in questa Realtà. Tuttavia, questa Forza Suprema è la fonte di tutta la Creazione, immanente in tutte le forme, le sostiene, le mantiene ed esprime Sé Stessa in due modi — attraverso la Luce ed il Suono. Questa manifestazione della Forza di Dio è un’esperienza concreta all’interno del Dio-Uomo.

È’ stato detto che Dio è Luce. Anche i Musulmani dicono che Dio è Noor, significa Luce. Essi dicono che chi s’innalza e va al di là del corpo fisico e vede la Luce di Dio all’interno è un vero Musulmano. Anche il Cristiano può essere definito allo stesso modo: chi vede la Luce all’interno è un vero Cristiano. Il decimo Guru dei Sikh dice la stessa cosa: “Coloro che vedono la Luce splendente di Dio all’interno sono veri Sikh o veri devoti. Sono puri esseri umani (Khalsa).” Si trovano le stesse definizioni in tutte le religioni, in tutte le Sacre Scritture: “Avete visto la Luce dentro di voi?” È stato detto ancora: “Se chiudete le porte del tempio del corpo, vedrete la Luce del Cielo.” È una possibilità.

Tutte le scritture ci parlano della Luce di Dio all’interno. Anche la Voce di Dio risuona in ciascuno di noi. C’è il modo per poter sperimentare questa Realtà e avere un’esperienza della Sua espressione. Questa è la via di ritorno a Dio. Il nostro occhio interiore chiuso è stato aperto o no? Questa è la domanda. Se questo occhio interiore non è aperto, non possiamo vedere la Luce di Dio in noi. È una questione di introspezione e inversione.

L’obiettivo principale di tutte le religioni è Dio e noi dovremmo essere in grado di vederlo. Abbandonando il superfluo cosa ci dicono? Loro dicono:

Ama il tuo Dio.

Questo è detto da tutte le religioni. In verità, solo quando vediamo ed entriamo in contatto con Dio, possiamo amarlo. Al momento, il nostro amare Dio è praticamente impossibile. Qualche volta si dicono alcune cose semplicemente spinti dalle emozioni, ma non avendo il contatto con questa Realtà il vero amore non nasce e non rimane.

Quando i Farisei e gli Scribi si recarono da Cristo, fecero silenzio, poiché un uomo che parla dall’intelletto non può stare davanti ad un uomo consapevole. Mentre il secondo vede certe cose e poi parla, l’intellettuale semplicemente cita i versi delle Sacre Scritture che ha letto e non è in grado di collegarle. Naturalmente, quando sono andati da Cristo hanno taciuto. Poi si sono uniti e avvicinati a Lui: “Dunque Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?” Cosa disse? Gesù disse loro:

“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima, con tutta la tua forza.
Questo è il primo e il più grande di tutti i comandamenti.
E il secondo è come questo,
ama il tuo prossimo come te stesso.
I profeti e tutta la legge
si basano su questi due comandamenti.”
— Matteo 22:37-40

L’insegnamento fondamentale di tutte le religioni sociali è amare Dio. Poiché Dio risiede in ogni cuore, amiamo l’umanità intera, tutta la creazione. Per amore di Dio, dobbiamo amare tutta l’umanità. Se abbiamo amore per l’umanità, anche tutti gli altri comandamenti seguiranno. Se ami qualcuno, lo uccidi? Gli rubi i suoi beni? Testimoni il falso contro di lui? No, affatto.

Quindi, su questi due comandamenti si basano tutti gli altri. Il Discorso sulla Montagna, l’Ottavo Sentiero di Buddha, il Niyama yama e il Sadachar degli Indù, parlano tutti della stessa cosa, naturalmente nel loro linguaggio e nei loro modi.

Se ci atteniamo a quello che dicono le scritture il Regno di Dio scenderà certamente sulla terra e vi sarà la pace. Non ci sarà il rischio di guerre. Che peccato! Queste cose sono scritte nelle Sacre Scritture, ma noi seguiamo, tutt’al più, la legge alla lettera a discapito dello spirito. Questa è la causa della discordia.

Tutti i Maestri sono venuti non per separare gli uomini, ma per unirli. Essi sono stati gli innamorati di Dio e hanno insegnato agli uomini come amare l’umanità intera. Questo è un aspetto di quello che abbiamo di fronte. Dobbiamo amare tutta l’umanità poiché Dio risiede in ogni cuore.

Le Sacre Scritture con tutto il resto delle affermazioni circa i diversi aspetti di Dio, non sono state in grado di dire esattamente cos’è Dio. Alcune asserzioni sono state dettate dall’amorevole devozione. Ma da queste possiamo solo ricavare qualche idea di Dio.

Il più alto pensiero che l’uomo ha fatto su Dio non ha mai potuto misurare l’Eterno, ma costituisce l’auto-rivelazione. Il nostro più alto pensiero di Dio non misura Dio, ma misura la nostra aspirazione finora sconosciuta. Ogni Maestro ha detto la stessa cosa:

“Quando tento di parlare del più Alto,
non posso. Resto muto.”

Come si può esprimere? Con tutto l’amore e la beatitudine che traggono dalla Realtà, i Maestri trasmettono qualcosa che comunque rimane inespresso.

Questo è quello che le scritture hanno stabilito. Ho detto che questo è l’aspetto esteriore della religione — la religione sociale. Se pensiamo che Dio risiede in ogni cuore, non uccideremo nessuno. Rispetteremo ogni uomo se sappiamo per certo che Dio risiede in ogni cuore. Se ci atteniamo a quello che dicono le scritture, dovremmo tutti amare Dio e naturalmente rispetteremo tutti gli altri e tutte le cose viventi.

Il corpo umano è il vero tempio di Dio in cui Egli risiede.

“Il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo.”
— 1 Corinzi 6:19

Tutti i Maestri lo dicono. Se il corpo è il vero tempio di Dio, come possiamo allora distruggerlo o ucciderlo?

I ministri delle diverse religioni, invece di distribuire le verità contenute nelle Scritture, hanno fatto discorsi sbagliati. Hanno sostenuto che la loro religione, la loro chiesa, è la più importante e che gli altri hanno torto. Il frutto è la divisione tra uomo e uomo e naturalmente il conflitto di classe. Scusatemi, ma saranno pronti a distruggere il vero tempio di Dio — il corpo umano — per i templi esteriori che sono costruiti dalle nostre mani.

“Dio non risiede nei templi costruiti con le mani.”
— Atti 7:48

Lui risiede nel vero tempio, il nostro corpo attuale. Ovviamente, dobbiamo custodire il nostro tempio, il corpo, e tenerlo pulito e casto. Questo corpo è il tempio di Dio. Se si fanno sermoni corretti, vedremo amore tra uomo e uomo. I servizi a pagamento, in quasi tutte le religioni, vorrei dire, hanno finito per peggiorare le cose.

Ora, alcune persone pensano di avere privilegi speciali, ma Dio ha dato gli stessi privilegi a tutti. Osserviamo la forma esteriore: ognuno di noi ha due occhi, due narici, due orecchie, una bocca, due braccia, due gambe e due piedi. La costruzione esterna è la stessa così come la costruzione interna. Ogni uomo ha i polmoni, lo stomaco, il cervello.

Dio ha dato uguali privilegi.
Tutti nascono allo stesso modo
e muoiono nello stesso modo.

Quando gli uomini hanno la febbre, a prescindere dall’appartenere ad una religione o un’altra, essere di una città o di un’altra, soffrono allo stesso modo e la febbre si cura allo stesso modo. Se andiamo da un medico perché abbiamo la febbre, ci darà una medicina e per lo stesso problema farà lo stesso trattamento a chiunque altro.

Intendo dire che l’aspetto esteriore, i privilegi esterni sono gli stessi per ogni uomo, poiché dati da Dio.

Anche i privilegi interiori sono gli stessi. Noi siamo anime.
Dio è l’Oceano illimitato della Piena Consapevolezza.
Noi siamo entità consapevoli, gocce dell’Oceano di Vita.

Naturalmente, il nostro sé consapevole è circondato dalla mente e dalla materia. Ci siamo abbandonati ai sensi e identificati così tanto con il corpo al punto che non siamo in grado di distinguere noi stessi dal corpo.

Anche la nostra malattia interiore è la stessa. I Maestri sono i medici dell’anima che è sotto l’influenza della mente e della materia. Essi ci dicono come scomporre l’anima dalle facoltà esteriori, dai sensi e risalire al di sopra della consapevolezza del corpo per comprendere il sé ed entrare nel Regno di Dio e conoscere Dio. Tutto il genere umano soffre della stessa malattia.

Dunque, per Dio non c’è Est o Ovest, Nord o Sud.
Tutta la creazione è uno. Dio è Uno.

Dove stiamo noi ora?

Siamo tutti uno. Tutti i Maestri, tutte le Sacre Scritture dicono che siamo figli di Dio. Il Profeta Maometto dice che siamo tutti membri della stessa famiglia di Dio. Anche i Maestri Sikh sostengono che siamo tutti fratelli e che Dio è nostro Padre. Le Scritture Cristiane e tutte le altre riportano la stessa cosa.

Il genere umano è uno e Dio è Uno. Noi siamo i fedeli dello stesso Dio. Se siamo tutti devoti dello stesso Dio, gli arcieri possono essere molti, ma il bersaglio è lo stesso; poi naturalmente, dovremmo avere amore l’uno per l’altro. Si può vedere che due ubriachi si abbracciano l’un l’altro incuranti della loro provenienza, Est o Ovest, o appartenenza ad una religione più che ad un’altra. Ma si riscontra questo atteggiamento tra coloro che proclamano di amare Dio? Tra i seguaci di una religione e quelli di un’altra? Loro si amano finché sono legati alla loro fede. Se fossero innamorati di Dio, si sederebbero insieme e si amerebbero gli uni gli altri.

Si presuppone che i capi religiosi siano in contatto con Dio. Se raggiungono o meno Lui, è completamente un’altra questione. I loro seguaci presumono che essi abbiano visto Dio e siano uniti a Lui. Professano anche di essere Uomini-Dio. Se così fosse, perché non possono amarsi ed abbracciarsi gli uni gli altri? C’è un Dio al di sopra. Tutta l’umanità è una. Tutti noi siamo la stessa anima — un’entità consapevole.

L’uomo ha fondato le religioni sociali per elevarsi.

Dobbiamo usarle nel modo migliore. Il massimo che possiamo trarre da esse è il conoscere noi stessi e conoscere Dio. Naturalmente, dobbiamo condurre una vita etica.

Una vita etica è il primo passo nella spiritualità.

Questi sono gli insegnamenti di tutti i Maestri che sono venuti in passato.

Come innamorati di Dio, dovremmo amare tutta l’umanità. Essendo nati in una religione, è una benedizione rimanere in essa. Tuttavia dovremmo andare oltre così da diventare amanti di Dio e a quel punto tutto il genere umano avrà un’unica religione.

Una volta chiesero a Guru Nanak: “Secondo te, qual è la forma più alta della religione?” Lui rispose:

Considero tutta l’umanità, tutti gli uomini,
come studenti nella stessa classe, alla ricerca di Dio.
Siamo tutti compagni di classe e considero gli uomini nel mondo
come compagni con lo stesso traguardo.

Dovremmo amarci l’un l’altro.

Chiesero al decimo Guru dei Sikh, Guru Gobind Singh: “Cosa pensi dell’uomo?” Rispose:

“In verità vi dico che l’intera umanità è unja
anche se uno indossa il cappello e un altro il turbante
o se uno è un eremita vestito di giallo o di nero.”

Non fa alcuna differenza, questi sono gli aspetti esteriori.

Scusatemi se chiedo: “Qual è la religione di Dio?”

Egli è Piena Consapevolezza. Ha creato gli uomini tutti uguali. Ha differenziato qualcuno in un modo o in un altro? No.

Se conosciamo noi stessi, distingueremo noi stessi dal corpo e scopriremo chi siamo. Se risaliamo oltre la consapevolezza del corpo, ci scopriremo. Le religioni riguardano le forme esteriori della nostra vita e dobbiamo farne l’uso migliore.

Io amo tutte le religioni sociali. Questo è giusto. Ma il punto è che queste religioni dovrebbero essere un aiuto sulla via, portarci ad amare Dio e tutti gli uomini che è la nostra aspirazione fondamentale e inoltre conoscere noi stessi, conoscere Dio e avere un’esperienza diretta di questa Realtà. Anche se questa Realtà non può essere espressa a parole, può essere sperimentata.

La vera religione è l’esperienza diretta con il proprio sé e con Dio. Questa è la sola vera religione che abbiamo difronte. C’è la religione esteriore e c’è la religione interiore. Quando penseremo che tutti siamo uguali, allora ameremo tutti.

La nostra più grande aspirazione è amare Dio. Quegli esseri umani, le cui anime sono entrate in contatto con Dio, sono diventati il portavoce di Dio. Le loro parole sono state ispirate da Dio. Sono stati chiamati Maestri o Uomini-Dio. Noi li amiamo anche in nome del nostro amore per Dio.

Cosa ha detto Cristo? Ha detto:

“Nessuno conosce il Figlio, se non il Padre
E nessuno conosce il Padre se non
il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.”
— Matteo 11:27

Ecco perché il nostro amore va rivolto soprattutto a loro. Essi hanno avuto un’esperienza diretta di questa Realtà e sono in grado di farcela sperimentare al nostro interno. Ci dicono come risalire al di sopra della consapevolezza del corpo per conoscere noi stessi e per conoscere Dio.

Poi vediamo con i nostri occhi e non abbiamo bisogno di testimonianze. È per questo che amiamo tutti i Maestri che sono venuti in passato, non importa se sono venuti qui o altrove. Dobbiamo . . .

“Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente.”
— Matteo 22:37, Marco 12:30

Coloro che hanno amato Dio in questo modo hanno fuso la loro volontà nella Divina Volontà diventando il portavoce o collaboratore consapevole del Piano Divino. Per questo amiamo tutti i Maestri che sono venuti in passato.

Inoltre, veneriamo tutte le scritture. Cosa sono, dopo tutto, queste scritture e qual è per noi il loro valore? Sono le annotazioni delle esperienze dei Maestri del passato, esperienze che hanno avuto nella conoscenza di sé stessi e nella conoscenza interiore di Dio. Ci rivelano anche le cose che sono state loro d’aiuto sulla via e le cose che hanno rallentato il loro progresso. In breve, ci danno un resoconto del loro viaggio diretto verso Dio. La narrazione di tutto questo è il contenuto di tutte le Sacre Scritture. Tutti i Santi affrontano il loro pellegrinaggio verso Dio. Ci parlano della via che porta a Dio, delle fermate incerte, delle diverse religioni che hanno attraversato e cosa hanno scoperto; descrivono il loro pellegrinaggio sulla via e la loro diretta esperienza in ciascun posto. In questo modo hanno lasciato un’ottima documentazione per guidarci.

Tutti i libri sacri delle epoche passate sono orme sulla sabbia del tempo per i portatori d’amore che ricercano Dio. Coloro che amano Dio, naturalmente amano tutte le scritture. Kabir, il grande Santo dell’Est, ci dice:

“Non dite che le scritture sono false,
chi non vede in esse la Verità è in errore.”

Peccato che anche se leggiamo le Scritture, non possiamo comprenderne il vero significato fin quando non vediamo da soli quello che i Maestri hanno sperimentato interiormente, o finché non ci è spiegato da qualcuno che ha fatto questa esperienza diretta con sé stesso e con Dio, così come i Maestri hanno spiegato. Solo così capiremo il vero significato delle Sacre Scritture. Diversamente, il leggerle da mattina a sera, senza comprenderne il vero senso, non ci porterà da nessuna parte.

Con questo, non intendo dire di non leggere le Sacre Scritture. Leggiamole, ma cercando di capirle correttamente. Quando le avremo capite, dovremo cercare di avere in noi stessi questa esperienza. Solo dopo saremo pienamente convinti di cosa affermano. Possono essere paragonate agli appunti di varie persone che visitano lo stesso luogo — diciamo ad esempio Washington e Philadelphia — e ognuno le descrive col proprio linguaggio e col proprio stile.

Possiamo leggere tutte le Sacre Scritture, ma non siamo in grado di comprenderne il vero significato se non cerchiamo l’aiuto di qualcuno che ha visto e che ha avuto l’esperienza descritta.

Direi che in questo nostro ventesimo secolo, siamo abbastanza fortunati. Perché? Perché abbiamo tutti i testi delle esperienze dei Maestri del passato. Se fossimo esistiti 500 anni fa, non avremmo avuto le Sacre Scritture dei Sikh, se fossimo esistiti diciamo 1500 anni prima, non avremmo potuto avere il Santo Corano e 2000 anni prima non avremmo avuto la Bibbia. Se fossimo esistiti prima del periodo di Zarathustra o di Budda o di un altro ancora, non avremmo potuto avere le loro scritture.

Ciò che intendo dire è che oggi siamo fortunati nell’avere a disposizione questi preziosi documenti dei Maestri che sono venuti in passato. Ci raccontano quello che hanno sperimentato con sé stessi e con Dio. La sola cosa necessaria ora è di incontrare qualcuno che ha avuto l’esperienza descritta nelle Sacre Scritture ed è in grado di trasmetterla a noi. Lui sarà in grado di dirci il vero significato delle cose e potrà anche darci un’esperienza diretta di queste cose.

Così per amore di Dio amiamo tutti gli Uomini-Dio. Per amore di Dio, amiamo tutte le Sacre Scritture. Si sono scritte molte pagine su Dio per guidare l’umanità e se ne potranno scrivere di più con l’arrivo di un altro Maestro.

Oltre a ciò, amiamo tutti i luoghi sacri di culto. Perché? Perché in questi luoghi le persone si riuniscono per cantare e pregare Dio — naturalmente ognuno nel proprio modo. Se qualcuno elogia colui che amiamo allora ci fermiamo e ascoltiamo come lo loda. Così noi amiamo tutti i luoghi sacri di culto per amore di Dio. Inoltre, amiamo tutti i luoghi di pellegrinaggio, perché sono il posto dove un Maestro ha vissuto, un Uomo-Dio, unito a Dio, il portavoce di Dio. È solo per questo che abbiamo rispetto per tutti i luoghi dove hanno vissuto i Maestri.

In primo luogo amiamo Dio; Dio risiede in ogni cuore, perciò amiamo tutta l’umanità. Per la stessa ragione, amiamo tutti gli Uomini-Dio poiché hanno conosciuto Dio. Amiamo tutte le Sacre Scritture poiché parlano di Lui e sono preziosi documenti delle esperienze dei Maestri. Ancora, per la stessa ragione amiamo tutti i luoghi sacri di culto, templi e moschee, chiese e sinagoghe, poiché hanno il significato di cantare le lodi del Signore.

Ricordate quando Cristo è arrivato a Gerusalemme e entrato nel Tempio ha cacciato quelli che lo profanavano e ne facevano un cattivo uso. Egli disse loro:

“Avete trasformato la casa di mio Padre in un mercato.”
— Giovanni 2:16

Un uomo di questo genere, innamorato di Dio, cosa dirà? Dirà quello che dicono i Veda. Il Yajur Veda dice:

“Bene gente, sediamoci tutti insieme
e cantiamo le lodi del Signore
e adoriamo lo stesso Dio.”

Ma ci sono falsi modi di predicare che separano l’uomo dall’uomo. Non c’è un luogo comune dove possiamo tutti sedere insieme e adorare lo stesso Dio.

Ancora il Rig Veda dice:

“Riunitevi a migliaia,
pregate Dio e cantate le Sue lodi.”

Amiamo tutti la stessa Realtà. Siamo tutti per la stessa Verità. Ci sono migliaia di innamorati, ma l’Amato è solo uno. Possiamo chiamarlo Dio oppure con qualsiasi altro nome desideriamo. Siamo amanti della stessa Realtà. Parlando esteriormente, abbiamo religioni sociali diverse. Noi siamo benedetti. Rimaniamo dove siamo poiché vivere in una religione sociale è una benedizione ed è un fattore di aiuto. Come un’ostetrica che aiuta il bambino a nascere, allo stesso modo le religioni sociali ci aiutano a far nascere in noi la spiritualità, a conoscere noi stessi e conoscere Dio.

Quando i Maestri sono venuti non hanno mai toccato le forme esteriori, ma semplicemente hanno detto: “Rimanete dove siete.” Il cambiare le forme esteriori, i riti, questo e quello non ci renderà capaci di avere un’esperienza diretta di Dio. Questi sono solo fattori di aiuto sulla via, aprono la strada verso la spiritualità. Facciamone l’uso migliore.

La vera religione inizia dove finiscono le filosofie del mondo.

Tutte queste forme esteriori delle religioni sociali sono limitate solo all’esperienza materiale dell’uomo. Il Regno di Dio, se conosciamo noi stessi e conosciamo Dio si aprirà da solo quando si sale al di sopra della consapevolezza del corpo. Lì comincia l’alfabeto dell’insegnamento dei Maestri. La vera religione inizia da lì. Questo è trascendentale, è al di sopra dei sensi. Occorre l’autoanalisi pratica per conoscere sé stessi e conoscere Dio.

Questo è l’obiettivo che abbiamo davanti. L’aspetto soggettivo di tutte le religioni è lo stesso. Nell’aspetto oggettivo si trova qualche lieve differenza nel non-essenziale, ma il loro scopo è uguale.

L’argomento rimane lo stesso per tutta l’umanità — conoscere il nostro Sé e conoscere Dio. Abbiamo detto molto sulle cose esteriori e sui luoghi sacri di culto. Dio ha creato l’uomo a sua immagine e l’uomo ha costruito tutti questi luoghi sacri a immagine dell’uomo. Le chiese richiamano la forma del naso e della cupola. Allo stesso modo sono costruiti i templi delle altre religioni. Le moschee sono a forma di archi semi circolari che assomigliano alla fronte umana.

Il vero tempio di Dio è il corpo dell’uomo, e questo lo hai tu. Dobbiamo solo attingere al suo interno. L’ABC della vera religione incomincia nel vero tempio di Dio. Questo è lo stesso destino per tutta l’umanità. Non è mai stato diverso.

I Maestri, tutte le volte che sono venuti, hanno insegnato due cose: la vita etica di purezza e castità, e vivere con amore per tutti gli uomini e per tutta la creazione. Siate casti; non fate mai male agli altri con i pensieri, con le parole o con le azioni. Siate sinceri e amate l’umanità intera — odio per nessuno e servizio disinteressato per tutti. Questa è la prima cosa che richiedono a tutto il genere umano, a prescindere dall’appartenere ad una religione o ad un’altra.

Nessuna religione insegna l’odio per qualcuno. È stata fatta questa domanda a Cristo: “Come ci dobbiamo comportare con gli altri?” Lui chiese: “Cosa vi ha detto Mosè?” Risposero: “Occhio per occhio e dente per dente.” Lui disse: “Questo era solo a causa della durezza del suo cuore.” Chiesero: “Cosa dici tu, Rabbi?” Cristo rispose: “Mosè ha detto anche: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’.” Gli chiesero ancora: “Come dobbiamo comportarci con i nostri nemici?” E Lui cosa rispose? Rispose: “Ama i tuoi nemici.”

Dunque, noi siamo tutti anime incarnate. Chi ama Dio, ama tutte le anime. L’anima è un’entità consapevole della stessa essenza di Dio. Di fatto formiamo una vera fratellanza. Siamo uno con Dio, uno in Dio, e coloro che amano Dio, naturalmente ameranno l’intera umanità. Le cose esteriori non avranno importanza. Nel momento in cui conosciamo noi stessi e conosciamo Dio, entreremo in contatto con Dio e ci renderemo conto che Lui è immanente in ogni forma e naturalmente ameremo tutto. Questa è la roccia solida sulla quale stare senza mai cadere.

La natura esteriore qualche volta ci tradisce e cadiamo nell’errore che noi stessi contestiamo. Finora ci sono state due grandi guerre. Un conflitto tra chi? Tra coloro che, in teoria, seguivano lo stesso Salvatore e appartenevano alla stessa religione. Poi, è accaduto che non si sono attenuti a quello che dicono le Scritture dei loro Maestri. Dicono semplicemente: “Io professo questa religione o quella.”

Se ci atteniamo a quello che dicono le scritture, a prescindere dal paese o dalla religione, ci prepariamo a vedere Dio. Dopo tutto, l’uomo è uomo. Tutte le religioni sono state formate dagli uomini, e gli uomini sono uguali ovunque. È come essere studenti in una scuola o in un collegio.

Perché studiamo?

Per il piacere di ottenere la conoscenza. Si può entrare in questo o in quel collegio, non fa differenza. Quando otteniamo la laurea, raramente ci viene chiesto in quale università ci siamo laureati. Ci chiamano un laureato.

Allo stesso modo, tutte le religioni sociali sono state fondate per creare uomini perfetti che credono nell’unità di Dio. La parola università semplicemente significa avere un obiettivo da raggiungere, e l’obiettivo da raggiungere è il capire l’uomo: chi è, com’è, e qual’ è la sua relazione con Dio. Ma questo scopo è stato perso di vista. Il mezzo è diventato lo scopo e la conoscenza esteriore, invece di condurci alla conoscenza interiore è stata studiata per il proprio tornaconto.

In tutte le religioni, le prediche fatte da uomini retribuiti hanno peggiorato le cose. Diversamente, gli uomini consapevoli dicono: “Il vero tempio è il corpo umano stesso.” Tutte le scritture confermano questo. Ogni luogo dove il devoto si inginocchia è sacro, quindi sedete nel dolce ricordo del Signore e pregate.

Il mio Maestro era solito sottolineare il bisogno di avere un luogo dove i cercatori della Verità si possano riunire, indipendentemente dalla loro fede. Lì non dovrebbero esserci forme sociali o riti, non dovrebbero esserci templi o cose simili pur essendo liberi di rimanere nella religione di appartenenza.

L’obiettivo della vita dell’uomo
e lo scopo principale delle religioni sociali
è conoscere sé stessi e conoscere Dio.

Come considerare sé stessi rispetto al corpo, aprire l’occhio interiore e entrare nel Regno di Dio. Questi argomenti dovrebbero essere trattati.

In India abbiamo un Ashram a Delhi e lì non abbiamo nessun tempio. Le persone vengono da me e chiedono: “Che tipo di tempio hai costruito?” Io dico loro sempre: “Il corpo dell’uomo è il vero tempio di Dio. Amo tutti i templi delle religioni sociali, ma qui non ne ho nessuno.” Come tempio esteriore, il mondo intero è il tempio di Dio, la terra sotto e il cielo in alto. Abbiamo un grande prato sul quale possiamo ospitare venticinque o trenta mila persone. Naturalmente abbiamo un luogo riparato per proteggerci dalla pioggia e dal sole, se necessario. Lì abbiamo tutte le scritture poiché parlano delle stesse preziose esperienze che i Maestri hanno avuto nella loro vita.

Le persone che si recano lì stanno cercando la verità. Il seguire certe pratiche esteriori non è tutto o la fine di tutto, è solo il mezzo per raggiungere lo scopo. Usiamole nel migliore dei modi.

Ma se non risaliamo al di sopra della consapevolezza del corpo, conosciamo noi stessi e conosciamo Dio, non otteniamo la liberazione e non ritorniamo alla Vera Casa del Padre.

Questi sono i passi elementari che facciamo e va bene. Tuttavia, è necessario fare un passo ulteriore da dove siamo: risalire al di sopra della consapevolezza del corpo, aprire l’occhio interiore per vedere all’interno la Luce di Dio ed entrare nel Regno di Dio, raggiungere la nostra Vera Casa, la casa di nostro Padre. Questo è il principale obiettivo di tutte le religioni.

Ma vorrei direi che ci sono modi sbagliati di predicare che invece di unire l’uomo all’uomo, separano l’uomo dall’uomo poiché i sacerdoti stessi non hanno l’esperienza diretta di questa Realtà, devono dire alla propria gente che l’uomo è uomo e Dio è Dio.

Tutti gli uomini sono uguali per Dio, e lo stesso Dio è venerato da tutti noi. Naturalmente, noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Tuttavia, scopriamo che questa religione sociale è come un orologio d’oro tempestato di perle e pietre preziose che non ci scandisce alcun tempo. Abbiamo le nostre religioni sociali. Ogni religione ha il compito di rendere gli uomini perfetti.

“Sii perfetto come è perfetto
tuo Padre che è nel cielo.”
— Matteo 5:48

Invece di rendere perfetti gli uomini, rafforzano semplicemente le loro chiese. Naturalmente, quando si dice che una chiesa è più importante dell’altra, nasce un conflitto di classe e non vedremo nessun vero progresso.

Il mio punto di vista è che abbiamo un Dio, lo stesso Dio. Non è che ogni religione deve avere il proprio Dio. Lo stesso Dio è adorato da tutti noi. Dovremmo abbracciarci l’un l’altro e sederci in amicizia, in amore e in accordo per cantare le lodi al Signore come una famiglia. Dato che siamo amanti di Dio, dobbiamo amare tutti gli Uomini-Dio, i Maestri venuti nel passato e quelli che verranno in futuro. A tutti loro va il nostro rispetto. Amiamo tutte le scritture, poiché parlano dello stesso Dio e riportano le esperienze che i Maestri hanno fatto con loro stessi e con Dio. Amiamo tutti i luoghi sacri di culto poiché sono fatti per cantare le lodi al Signore.

Quindi, tutto il genere umano è uno, e noi siamo fedeli dello stesso Dio. Abbiamo liturgie diverse, cerimonie esteriori, apparteniamo a differenti religioni esteriormente, ma il nostro Amato è lo stesso. Se teniamo ben presente questo, saremo in pace, avremo la pace sulla terra e buona volontà tra gli uomini. Non ci sarà il pericolo di guerre o cose del genere.

L’argomento di oggi è stato Dio e l’Uomo. Vi ho illustrato brevemente questo argomento. Poi vedremo che fondamentalmente dobbiamo conoscere Dio. Ma fin quando non conosciamo noi stessi, come possiamo conoscere Dio?

È l’anima che deve fare l’esperienza di Dio, in quanto Dio è Piena Consapevolezza, e le nostre anime sono entità consapevoli. È l’anima che deve fare l’esperienza di Dio e per questo obiettivo dovremmo conoscere l’uomo interiore, chi siamo, cosa siamo. Conosci te stesso è stato il motto risoluto di tutti i saggi. Loro non hanno mai detto: “Conosci gli altri.” Se prima di tutto conosciamo noi stessi, poi saremo in grado di conoscere il Sé superiore.

Questo sarà il prossimo argomento e faremo un confronto tra i più alti valori della vita — fisica, intellettuale e spirituale. Poi affronteremo l’argomento riguardante il Regno di Dio: dov’è, come possiamo raggiungere questo Regno e come aprire l’occhio interiore per vedere. I saggi dicono che Dio è Luce. Come possiamo vedere Dio e vedere la Luce di Dio? sarà invece l’argomento del nostro terzo incontro. Dopo questo, definiremo il modo più naturale per avere questa esperienza. “Cosa hanno detto gli altri Uomini-Dio, come parlano le scritture degli Uomini-Dio” sarà l’argomento dell’ultimo incontro.

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