Il vero Satsang

27 dicembre 1967 (I Discorsi Del Mattino, Capitolo 26)

Vi parlo ora del Satsang, che è il partecipare alla sacra congregazione di un Santo. È una scuola in cui non si apprende solo un insegnamento teorico, ma si riceve interiormente una dimostrazione di Dio. Se si vuole studiare e approfondire un argomento in particolare, bisogna andare nella scuola o nel collegio dove si insegna quella materia. Se si vuole conoscere il corpo umano, come può essere rallentato e come può essere rinnovato, bisogna andare nella scuola dove s’insegna come stare in buona salute. Se si vuole imparare ingegneria, bisogna andare in una scuola dove ci sono gli ingegneri a insegnare. In realtà, la scuola in cui ora vi trovate è una scuola dove si insegna come incontrare Dio”.

Il Satsang è la scuola in cui è presente una persona che conosce Dio, che vede Dio e che è in grado di dare a chi partecipa la dimostrazione di Dio in loro e un po’ di capitale per iniziare. Solo una scuola con queste caratteristiche è chiamata Satsang. La parola “Satsang” significa in realtà unire l’anima a Dio che tutto permea, che tutto fa esistere. Questo è possibile solo quando la nostra anima è stata scomposta dalla mente e dai sensi. Solo quando conosciamo noi stessi siamo in grado di conoscere Dio che tutto permea, che tutto controlla, in cui noi viviamo e abbiamo la nostra origine.

Dunque, la scuola che state frequentando è chiamata Satsang. La frequentate per avere un contatto con Dio. Questo è possibile solo quando è presente un uomo che vede Dio ed è in grado di farlo vedere agli altri. Il Dio nell’uomo o l’uomo in Dio vede Dio ovunque e in tutti. Anche chi diventa ricettivo a lui incomincia a vedere Dio in tutti. È il Dio-uomo che può darvi un contatto, una dimostrazione di Dio in voi e in ogni luogo. Il vostro insegnamento incomincia realmente quando vi innalzate al di sopra della consapevolezza del corpo. Allora siete sulla via per conoscere il vostro sé e poi il Sé Superiore, che vi sta controllando nel corpo. L’universo intero è sotto il Suo controllo. Quindi se volete conoscere Dio, dovete seguire la scuola dove c’è qualcuno che conosce Dio, che vede Dio e che è in grado di darvi qualcosa per iniziare, una dimostrazione della forza di Dio che è già in voi.

Se andate da un venditore di stoffe che vende solo seta e gli chiedete un pezzo di ferro, sarà in grado di darvelo? No naturalmente. Se andate in una scuola dove s’insegna l’uso di apparecchiature e chiedete loro di insegnarvi come conoscere Dio, saranno in grado di darvi qualche dimostrazione di lui? Assolutamente no! Allo stesso modo, se scegliete di andare a scuola per conoscere Dio, la vera scuola in cui potete conoscerlo è solo quella in cui c’è qualcuno che ha un contatto con Dio ed ha la competenza di darvi qualcosa per cominciare.

Quando trovate questo tipo di scuola, si pone la domanda di come si possa ottenere il pieno profitto. Quando andate lì dovreste dimenticare qualsiasi altra cosa. Lasciate tutto dietro di voi, il vostro cuore e la casa, il vostro ambiente, anche il vostro corpo. Quando vedete il Dio nell’uomo lì seduto, dovreste riporre tutta l’attenzione nei suoi occhi, in cui l’anima del Dio in lui opera. Gli occhi sono le finestre dell’anima. La sua anima è impregnata di amore per Dio e scintillante della sua gloria. Se sviluppate ricettività a lui, apprenderete l’ABC della spiritualità insegnata senza proferire parole. Penserete sempre a lui e diventerete come pensate. Colui che fa questo è chiamato Gurmukh ed è in grado di conseguire pieno beneficio dal partecipare al Satsang.

Chi arriva lì è molto fortunato. Dovrebbe dimenticare il passato, l’ambiente esterno ed essere solo con il Dio nell’uomo davanti a sé. Bisogna diventare ricettivi, dimenticare il proprio corpo e tutte le cose esterne. Se il corpo è lì seduto e la mente vaga all’esterno, non si può ottenere beneficio dal partecipare al Satsang. Desidero ancora sottolinearvi che per poter definire Satsang una scuola, è necessario che vi sia presente qualcuno che ha visto Dio, che lo conosce e che è in contatto con lui; una persona che è inebriata d’amore per Dio che trabocca attraverso la radiazione. Se volete trarre pieno beneficio dal partecipare a questa scuola, dovreste dimenticare il vostro ambiente, coloro che sono seduti intorno a voi e persino il vostro corpo. Dovreste essere attenti al Dio nell’uomo davanti a voi. In questo modo, imparerete molte cose attraverso la radiazione, e la ricettività. L’anima parla all’anima senza proferire parole.

Nel Satsang vengono date due cose insieme. La prima è la teoria che è spiegata durante il discorso e la seconda è il capitale che si riceve attraverso gli occhi. Questo è irradiato a chi ne ha l’aspettativa e che frequenta la scuola con l’obiettivo di conoscere Dio.

Questo tipo di scuola è molto raro. Esistono molte scuole dove le persone parlano solo della storia del passato e della teoria come veniva divulgata dai Rishi dei vecchi tempi. Potranno insegnarvi le citazioni dei Maestri del passato, ma questo serve solo a capire.

Se non avete una dimostrazione pratica con la quale iniziare, come potete trarre pieno beneficio dalla teoria? Un uomo può tenere un bellissimo discorso su come concludere un affare con successo, un discorso molto interessante, ma se le persone intorno a lui non hanno denaro da investire, quali vantaggi traggono dalla conferenza? Solo se si è nella condizione di avere un po’ di capitale col quale iniziare, la conferenza sarà di concreto beneficio.

Questa è una scuola della spiritualità. Prima si spiega la teoria facendo riferimento ai Maestri del passato che hanno visto Dio e che hanno fatto vedere Dio agli altri.

“Il figlio conosce il Padre e coloro ai quali il figlio si rivela.”
— Matteo 11:27

Dio risiede in ogni cuore, lui è la forza che controlla, che tiene l’anima nel corpo. Si fanno riferimenti a queste affermazioni per aiutare i partecipanti al Satsang a capirne il vero significato, ma questo da solo non basta. Ci dev’essere qualcuno che è al di sopra dei sentimenti, delle emozioni e delle deduzioni, qualcuno che vede Dio e fa sviluppare negli altri l’occhio che consente di vedere Dio in sé stessi. Lui dà il contatto con l’immutabile permanente, che è Dio e per questo non sono necessari riti esteriori. Dovreste presentarvi solo come uomo, spogliato della vostra formazione e tutti i simboli esteriori. Quando siete lì dimenticate tutto e imparate ai piedi di qualcuno che conosce Dio e che ha la competenza di darvi qualcosa per cominciare.

Prima cosa, bisogna capire la teoria. I Maestri del passato che hanno visto Dio erano in grado di dare qualcosa per cominciare a chi si rivolgeva a loro.

Seconda cosa, avete ricevuto una dimostrazione. Quindi direi che siete fortunati nel frequentare una scuola dove vi è stato dato qualcosa per cominciare, con la grazia di Dio. Se volete trarre pieno beneficio da quello che vi è stato dato e dal partecipare al Satsang, dovrete diventare ricettivi. Questo accadrà osservando i comandamenti del Dio nell’uomo o dell’uomo in Dio.

Dunque, siete venuti qui per questo scopo, siete fortunati e dovreste farne l’uso migliore. Dimenticate ogni cosa del vostro cuore, della vostra casa, l’ambiente esterno e mentre siete qui, dimenticate anche il corpo. Diventerete pienamente ricettivi guardando negli occhi del Dio nell’uomo. La sua anima parla attraverso gli occhi alle anime che sono ricettive.

La spiritualità non può essere insegnata ma presa, come un contagio, attraverso gli occhi. Siete fortunati nell’avere questo tipo di scuola con la grazia di Dio, ma tocca a voi farne l’uso migliore partecipando nel modo che vi ho appena spiegato. Rimanete in qualunque credo o religione apparteniate, questo non fa differenza. Prima di tutto voi siete un essere umano. I distintivi che indossate riguardano solo il corpo esteriore. All’uomo spirituale queste cose non fanno alcuna differenza.

Ognuno di noi è un essere umano con gli stessi diritti ricevuti da Dio ed è inoltre un’entità consapevole, corpo e anima. L’anima è della stessa essenza di Dio. Siamo una goccia dell’oceano di piena consapevolezza. Come esseri umani siamo uniti e siamo uniti come anime. Siamo tutti devoti allo stesso Dio.

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