Come sviluppare in noi le Qualità del Maestro

1 febbraio 1968 (I Discorsi Del Mattino, Capitolo 38)

Noi dovremmo avere amore per Dio, ma come si sviluppa questo amore?

Come possiamo sviluppare amore per Dio se non lo vediamo, se non entriamo in contatto con lui e godiamo della sua compagnia? È per questo che dobbiamo amare un polo umano in cui Dio si manifesta, amare il Dio in lui. Dunque, come sviluppare amore per lui? Questo è il punto.

Dovremmo sviluppare quelle qualità o attributi
che il polo umano nel quale Dio sta lavorando, possiede.

Ipotizziamo ad esempio che sia un buon pittore, che ami dipingere. Allora dovreste sviluppare la pittura, poiché mentre sviluppate la pittura, ricorderete sempre per chi lo state facendo. In questo modo, coltiverete il costante ricordo. Se diventate un buon pittore, naturalmente attirerete su di voi la Sua attenzione, in quanto questa qualità è in Lui. Supponete che sia un buon cantante. Lui ama cantare poesie o versi. Allora dovreste sviluppare questo stesso talento in voi. I poeti sono metà santi, vi dico. Quando questo talento sarà sviluppato arriverà a Lui e Lui sarà attratto da voi. Nel prepararvi ad essere un pittore, un cantante o un poeta, tutto il tempo state pensando a Lui. Se tenete qualcuno nella mente, attiverete una reazione nella sua mente.

Se il discepolo ricorda il Maestro, il Dio in lui,
il Maestro ricorderà il discepolo.
Avrà luogo l’azione e la reazione.

Così la prima cosa è che dovremmo sviluppare quelle qualità che sono nel Maestro.

Per esempio, ci sono alcuni posti di lavoro liberi ed è richiesta la domanda scritta di concorso dal funzionario in carica che a sua volta ha una bella calligrafia, chi avrà la miglior possibilità di ottenere il posto? Ci possono essere centinaia di domande ma i posti sono pochi. Il funzionario metterà in ordine tutte le domande e accetterà solo quelle che sono scritte in bella calligrafia, poiché questa qualità è in lui.

Quindi se volete sviluppare amore per qualcuno, sviluppate semplicemente le qualità o gli attributi che sono in lui. Mentre le sviluppate, sarete nel ricordo delle stesse qualità che sono in lui. Questo agirà in due modi.

Se tenete qualcuno nel cuore, sarete
nel cuore di colui che state ricordando.

Mentre sviluppate queste qualità o attributi, lo state anche ricordando, e questo lo attirerà. Quindi, questa è la prima cosa richiesta. Non è questione di essere in sua presenza o meno. Voi sviluppate solo queste qualità. Ho fatto così tanti esempi.

Uno riguardava Bulleh Shah, che era un discepolo di Inayat Khan. Bulleh Shah apparteneva alla casta più alta dei musulmani e temeva quello che la gente avrebbe detto se si fosse saputo che un uomo della casta più alta era andato da qualcuno che apparteneva ad una casta più bassa. Allora Inayat Khan mandò alcuni dei suoi discepoli da Bulleh Shah col compito di dirgli che ora lui era il loro fratello. Quando arrivarono sulla strada dove Bulleh Shah viveva, gridarono: “Dov’è Bulleh Shah? Lui è nostro fratello nella fede.” Così la gente disse a Bulleh Shah che erano arrivati i suoi fratelli. Bulleh Shah aveva paura di ciò che loro avrebbero detto, dato che un uomo della casta più alta era andato da un uomo della casta più bassa e così disse: “No, non sono i miei fratelli.” Quando i discepoli ritornarono e raccontarono a Inayat Khan cosa era accaduto, lui disse: “Bene, non innaffieremo più il suo campo.” Il discepolo sta bene solo quando riceve l’attenzione, o l’acqua della vita dal Maestro. Con un piccolo pensiero del Maestro il terreno del discepolo è innaffiato. Dunque, questa venne fermata. L’uomo che prima aveva questa benedizione ne venne privato.

Come poteva Bulleh Shah avvicinarsi al Maestro?

Con quale faccia poteva andare dal Maestro dopo aver detto che lui non era un discepolo! Bulleh Shah sapeva che il Maestro apprezzava molto ascoltare poesie, versi e canzoni d’amore. Ora, lui non aveva grande interesse per questo genere di cose ma le sviluppò con l’obiettivo di attirare l’attenzione del Maestro. Così si rivolse ad alcune ballerine, la cui professione comprendeva queste abilità. Rimase presso di loro per mesi ad imparare a cantare. Servì loro gratuitamente, giorno e notte, fino a sviluppare questo canto in lui. Un po’ di tempo dopo, le ballerine dovevano cantare le loro canzoni per Inayat Khan. Bulleh Shah disse loro: “Datemi uno dei vostri vestiti femminili e domani andrò a cantare davanti al Maestro.” Così indossò il vestito e andò a cantare dal suo Maestro. Lui cantava col cuore e naturalmente c’era la radiazione e il Maestro disse: “Oh, è Bulleh,” e si alzò ad abbracciarlo. Le persone di solito guardano con occhiali affumicati e incominciarono a dire: “Oh guarda, il Maestro si è abbassato ad abbracciare una donna! Ora il gatto è uscito dal sacco.” Inayat Khan disse: “Bulleh, togli questo vestito, così che le persone possano sapere chi sei.” Bulleh Shah disse: “No, non sono degno, sono solo uno stupido che ti ha lasciato. Ho commesso un crimine odioso nel non dichiararmi tuo discepolo.”

Come era riuscito?
Nel tener conto delle caratteristiche e qualità
che il Maestro aveva, che apprezzava il canto.
Lui sviluppò il canto per compiacere il suo Maestro.

Questo è un esempio, ma ce ne sono altri.

Lord Rama era in esilio da quattordici anni, e una donna di nome Shivri, che viveva nella giungla dove Lord Rama era esiliato, venne a sapere che lui stava arrivando. Pensò che essendo a piedi nudi le spine avrebbero punto i suoi piedi. Così incominciò a pulire il sentiero da tutte le spine. L’amore si sviluppa non necessariamente col vedere ma anche col sentire. Si chiese anche che cosa poteva offrirgli da mangiare. Nella giungla non c’era molto, solo bacche. Così incominciò a raccogliere le bacche e ne assaggiò una di ogni specie tenendo solo le bacche più dolci.

Nella giungla vivevano anche alcuni grandi yogi, ma Lord Rama non li visitò per primi. Lui andò da Shivri, che aveva pulito il sentiero per lui in modo che le spine non facessero male ai suoi piedi, e che aveva mangiato metà delle bacche solo per amore di sapere quali erano più dolci.

Quindi l’amore non conosce legge.

Dopo essere stato da Shivri, Rama andò a far visita agli yogi. Dove vivevano gli yogi c’era uno stagno pieno di insetti e gli yogi chiesero a Lord Rama di lavare i suoi piedi nello stagno in modo che gli insetti se ne andassero. Lord Rama rifiutò e disse: “No, è meglio che voi laviate i vostri piedi nello stagno, essendo voi grandi yogi, lo stagno si pulirà.” Tutti gli yogi si lavarono nello stagno ma lo stagno non si pulì dagli insetti. Gli yogi allora dissero: “Tu sei Lord Rama, se tu lavi i piedi nello stagno sicuramente si pulirà.” — “Bene” disse Lord Rama, “Proveremo.” Lui si lavò i piedi ma ancora lo stagno non si pulì. Lord Rama allora disse agli yogi di lavare i piedi di Shivri (che loro non tenevano in considerazione) e quando lavarono i suoi piedi e versarono l’acqua nello stagno, lo stagno si pulì.

Coloro che amano Dio, amano il Maestro, il Dio in lui naturalmente. Non è la questione di mettersi in mostra. Questa forza è in voi e conosce ogni vostra azione, cosa state facendo e il perché. Egli conosce la vera tendenza dei vostri pensieri.

L’amore non conosce il mettersi in mostra.
L’amore conosce il servizio e il sacrificio.

Il simbolo esteriore dell’amore è un linguaggio amorevole, pieno di umiltà. Quando avete sviluppato questo amore, cosa fate? Dovete avere pazienza, perseveranza e continuare con esso. Proprio come una falena che si brucia nella fiamma di una candela ma non fa nessun rumore.

Così coloro che vogliono amare Dio non dovrebbero preoccuparsi
per il proprio nome, fama od onore, per questa o quella cosa.

Dovrebbero abbandonare ogni grandezza terrena ed esteriore, e inchinarsi ai suoi piedi. Anche se trascorrono la loro vita nel sacrificio, non menzionano ciò che fanno. Dunque questa è una questione molto delicata, direi.

Se amate Dio o Dio nell’uomo,
bene questa è una relazione tra voi
e Dio in lui senza nessun altro.

Dovete sviluppare questo. Per questo dovete avere perseveranza. Questo richiede tempo. Il lavoro del servitore è di fare il lavoro, questo è tutto. È il Maestro che sa quello che deve dargli.

Una volta venne donato un bellissimo cavallo arabo a Guru Har Govind, il sesto Guru dei sikh. Guru Har Govind disse che avrebbe realizzato il desiderio del cuore di chiunque avesse recitato dal Jap Ji senza che nessun pensiero interferisse per tutto il tempo della lettura. Un uomo si fece avanti e disse che avrebbe recitato. Incominciò a leggere e proprio verso la fine, pensò: “Mi chiedo cosa mi darà il Guru?” Ricordò il cavallo arabo che era stato donato al Guru e pensò che quello poteva essere il dono per lui. Quando completò la lettura, il Guru ordinò che gli venisse dato il cavallo. Poi si girò verso l’uomo e disse:

“Povero compagno, non sai cosa ti stavo per dare.
Ti stavo dando il mio posto.”

Non spetta a voi valutare le cose e le richieste di cosa volete, ma spetta al Maestro vedere qual è in realtà il miglior beneficio per voi.

Come potete sviluppare amore?

Primo, sviluppate le qualità che sono nel Maestro. Se è un buon pittore, allora sviluppate la pittura. Se è un buon cantante, allora sviluppate il canto. Il nostro Maestro aveva l’abitudine di far scavare pozzi per il benessere di tutte le persone. Così quelle persone avevano incominciato a scavare i pozzi per Lui e Lui era contento. Voleva servitori disinteressati che non lo informassero di quello che stavano facendo per il Maestro.

Era un uomo molto schietto. A chi si recava da Lui dicendo: “Maestro, ho commesso questo e quel peccato,” Lui diceva: “Bene,” e li perdonava.

Ma quelli che nascondevano i loro difetti al Maestro ci rimettevano.

Quando andiamo dal Maestro, pensiamo semplicemente che Lui non sappia niente. Ma in fondo al cuore sa cosa voi dite. Come vi dicevo ieri, proprio come qualcosa in un barattolo di vetro, Lui vede cosa c’è in noi. Anche se cercate di nasconderlo, lo vede lo stesso. Quindi dovremmo andare dal Maestro con il cuore molto pulito, con amore e il dovuto rispetto. Poi naturalmente, Lui donerà sé stesso a voi. Ecco come possiamo sviluppare amore per il Maestro, per il Dio in lui.

Dovremmo cercare di sviluppare in noi le qualità
che lui ha sviluppato in sé.

Quali sono?

Egli vuole amore, non il mettersi in mostra,
obbedienza rigorosa a quello che dice.
Se dice qualcosa, ubbidite.
Ubbiditegli letteralmente.

Mentre sviluppate queste cose avrete per tutto il tempo il dolce ricordo del Maestro sia interiormente che esteriormente.

Spetta al Maestro vedere cosa deve donare.
Lui è venuto solo per donare la vita.
Non ha altri impegni.
Lui è vita, luce e amore.

Lui può darvi queste qualità solo quando diventate ricettivi e non c’è niente che sta tra voi e lui. Le qualità di Dio sono riflesse in lui. Se adottate queste qualità nella vostra vita, allora sarete amati dal Maestro, e dal Dio in lui. Come Cristo ha detto:

“Quelli che mi amano, saranno amati dal Padre mio,
e io mi manifesto in quelli che mio Padre ama.”
— Giovanni 14:21

Tutti i Maestri hanno detto la stessa cosa.

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