Chi Dovremmo Amare (II)

28 gennaio 1968 — Morning Talks, capitolo 35

Dio è amore, la nostra anima è nella sua natura amore. Questo amore è innato nell’anima ed è naturale che l’amore voglia qualcuno da amare ed essere amata da qualcuno. Ogni uomo vuole amare qualcuno e questo qualcuno dovrebbe essere lì per amarlo. Questo è naturale.

Ora la domanda è: chi dovremmo amare?

La nostra anima è un’entità consapevole. L’amore è innato nella sua natura e richiede qualcuno da amare. Un’entità consapevole dovrebbe amare un Dio pienamente consapevole, ma può accadere che il nostro amore non sia consapevole, o lo sia poco. Il mondo materiale è impegnato nei legami esteriori, così il risultato è che noi andiamo dove siamo legati. Il corpo umano è il più alto gradino nella creazione e la cosa più alta che possiamo raggiungere nel corpo umano è il ritorno alla casa di nostro Padre.

La vera casa della nostra natura consapevole è la vera casa di nostro Padre che è piena consapevolezza. Dunque dovremmo amare Dio, che è immune dall’andare e ritornare. Lui è sempre esistito, in tutta l’eternità. Tutta la creazione ha avuto inizio da un suo desiderio, tutto è la sua espressione.

Il punto è, che se noi non abbiamo visto Dio, come possiamo amarlo?

Dovremmo amare Dio, ma per amare Dio, dobbiamo essere in grado di vederlo. Dobbiamo essere in grado di entrare in contatto con Lui, godere della sua compagnia. Per questo obiettivo, Dio risiede in ogni cuore, ma benedetto è il cuore in cui Lui si manifesta. Il Dio manifestato nell’uomo deve essere amato in modo che il Dio in lui possa con la radiazione aumentare l’amore che già è in noi e darci qualcosa di duraturo, che non si consuma mai.

Questo è il Dio in noi, già esistente, ed è la forza che ha il controllo che ci tiene nel corpo. Dunque, il primo passo per amare Dio, è amare questo polo umano in cui Dio si manifesta. Questo polo umano è Dio nell’uomo o l’uomo in Dio, che parla ispirato da Dio, anche se le parole sembrano uscire dalla gola umana. Ma non è lui che parla, è il Dio in lui.

Guru Nanak una volta ha detto:

“Io dico ciò che Dio dice attraverso di me.
Sono un semplice burattino, soltanto il portavoce di Dio.”

Dunque, chi dovremmo amare?

Dovremmo amare Dio, così da avere la vita eterna, e non ritornare più nel mondo. Possiamo essere mandati nel mondo come insegnanti, ma non come carcerati. Per essere in contatto con Dio, dovremmo avere la compagnia di quelle persone nelle quali Dio si manifesta e che hanno la capacità di aprire il nostro occhio interiore per vedere Dio. Non il Dio assoluto, ma Dio in espressione, che è la ragione di tutta la creazione, e che è immanente in ogni forma, pervadendo tutto, sia l’animato che l’inanimato. Dunque, amandolo ci sosterrà e ci darà la vita eterna.

Come possiamo entrare in contatto con Dio?

L’unico modo è attraverso il Dio che si manifesta nel corpo umano. Per questione di profondo rispetto, qualche volta i Maestri parlano con esempi. Se Dio e il corpo umano dove si manifesta stanno entrambi davanti a noi, chi dovremmo venerare? Naturalmente il corpo umano nel quale Dio si manifesta, poiché se Dio non ci incontra, allora come possiamo provare ad amarlo se non lo vediamo?

Il Dio che si manifesta nell’uomo ci dà un’esperienza del Dio in noi. Perciò per questione di venerazione noi diciamo: “Bene, dovremmo inchinarci davanti al Dio nell’uomo anziché al Dio immanente, in quanto quest’ultimo può essere solo contattato attraverso l’amore di Dio che si manifesta.” Ecco perché i Maestri dicono: “Mi inchinerò davanti al corpo umano in cui Egli si manifesta.” Il Dio nell’uomo non può essere più grande di Dio, ricordatelo, ma noi portiamo rispetto al Dio in lui, poiché è solo attraverso lui che siamo in grado di intravedere Dio.

Dovremmo prima servire Dio e poi il Dio nell’uomo. Entrambe le cose sono buone e ci apriranno la strada di ritorno a Dio e alla vita eterna. Noi serviamo Dio, poiché solo con l’entrare in contatto con Lui possiamo essere in grado di essere liberati dalla ruota della trasmigrazione. Serviamo il Dio nell’uomo poiché ci dà il contatto col Dio in noi. Perciò entrambe le cose sono inseparabili, senza una non potete fare l’altra. L’amore per Dio è l’amore per Dio nell’uomo e l’amore per Dio nell’uomo è l’amore per Dio.

Maulana Rumi ha detto:

“Se andate accanto ad un corpo umano
in cui Dio si manifesta, siete più vicini a Dio,
siete seduti accanto a Lui.
Se volete sedere alla presenza di Dio,
allora sedete in presenza di un corpo umano
in cui Egli si manifesta.”

Ad esempio, c’è una centrale elettrica e un interruttore sintonizzato, in contatto con la centralina. Se sedete vicino a questo interruttore, è come sedere abbastanza vicino alla centrale. Questo è solo un esempio per spiegare. L’energia elettrica si diffonde in tutta la creazione, ma questo non ci dà nessun vantaggio, se non è raccolta in qualche centrale, e qualsiasi interruttore che è collegato con questa centralina fa miracoli per noi. Dunque, entrambe le cose sono necessarie: l’amore per Dio, poiché questo è la meta fondamentale che ci porterà alla sua casa e ci dà la vita eterna, e l’amore per il corpo umano in cui Lui si manifesta, poiché solo il Dio in lui può darci il contatto con Dio.

L’esperienza esteriore che possiamo avere dell’amore di Dio è il continuo ricordo, il dolce ricordo di Dio. Non potete mai dimenticare colui che amate. Nel profondo del cuore lo ricordate sempre, ne siete molto affascinati.

Come si sviluppa questo amore?

Nasce un bambino e la madre ha amore per il bambino. Naturalmente il bambino avrà un’affinità col cuore della mamma. Il bambino ricorda la mamma per ogni cosa e se il bambino è nei guai, andrà in braccio della mamma. Dunque, il contatto consapevole con la madre ha anche creato amore nel bambino. Allo stesso modo, è il Dio nell’uomo che prima ci ama e questo amore è semplicemente ricambiato. Se voi lo amate, naturalmente andrete dove lui andrà. Se lui non è sottoposto alla trasmigrazione e ha la casa eterna, andrete nella sua casa, senza ritornare. Se lo ricordate nel profondo del cuore, ci sarà una reazione in colui che voi ricordate.

Dio ha detto nel corano, le sacre scritture dei musulmani:

“Io amo quelli che mi amano.
Ricordo quelli che mi ricordano.”

Se amiamo Dio, naturalmente ci sarà una reazione nel cuore.

Ma chi realmente ricordiamo o amiamo?

Quelli con i quali noi siamo in contatto. Possiamo avere questo contatto, dato che è già dentro di noi. Dio è la forza che ha il controllo e che ci tiene nel corpo. Il corpo umano è il tempio di Dio nel quale Dio risiede e dove anche noi abitiamo. Dunque, il costante ricordo, il dolce ricordo è gioia continua, soprattutto nel caso in cui l’uomo ha il contatto con Lui. Se voi lo avete visto e avete goduto del suo amore, questo amore si radica nel vostro cuore.

C’è una storia su Mosè, in cui si racconta che lui si considerava il miglior amante di Dio, e che chiese a Dio di permettergli di conoscere qualcun altro che amasse Dio così tanto. Così si dice che Dio lo mandò da un uccello appollaiato su un albero. Mosè andò da questo uccello e disse: “Allora, stai bene?” L’uccello rispose che stava bene. “Hai delle difficoltà?” chiese Mosè. “Ho una difficoltà che mi dà molti problemi,” rispose l’uccello. “Cos’è?” chiese Mosè. L’uccello rispose: “C’è una sorgente d’acqua che scorre sotto quest’albero e il tempo che impiego per volare dall’albero all’acqua e sorseggiare per dissetarmi, mi dà moltissimi problemi, poiché io dimentico il nome di Dio.” Mosè si vergognò. Pensò: “Persino un uccello prova più amore per Dio di me.”

Dunque, questo è un esempio per capire se avete amore per Dio. Vi faccio un altro esempio. Una volta Dio ordinò ad Abramo di sacrificare quello che a lui era più caro. Abramo prima sacrificò un agnello, poi un cammello, ma Dio disse che non era abbastanza. Così prese suo figlio da sacrificare in nome di Dio e solo allora Dio espresse soddisfazione e fermò il sacrificio. Dio vuole amore, esige da noi qualsiasi sacrificio.

Chi è colui che ama Dio?

È colui che può sacrificare tutto nel nome di Dio. Noi possiamo? Noi possiamo dire che proviamo amore per Dio? A causa di cose futili diciamo che non abbiamo tempo di ricordare Dio. L’amore richiede il sacrificio di tutto, anche della nostra vita, per non parlare delle cose esteriori.

Dunque, l’amore è Dio e Dio è amore. Chi dovremmo amare?

Dovremmo amare Dio. Siamo entità consapevoli e dovremmo amare Dio poiché Egli è piena consapevolezza. Accanto a Dio, dovremmo amare il corpo umano in cui Dio si manifesta. Non è per il corpo umano che noi lo amiamo, ma per Dio che si manifesta nel corpo umano. Questo è benedetto, in quanto Egli vi si manifesta.

Dunque per riuscire sono necessarie due cose: una è l’amore per Dio e l’altra è l’amore per il corpo umano in cui Egli si manifesta. Amiamo quest’ultimo in quanto ci mette in contatto con Dio all’interno, e amiamo il primo poiché entrando in contatto con lui, raggiungiamo la nostra vera casa, senza ritornare. Se proviamo amore per il Dio nell’uomo, andremo dove lui andrà. Egli viene dalla casa di nostro Padre. È Dio che lo manda nel mondo. Se amate il Dio nell’uomo, Dio vi amerà.

Cristo ha detto:

“Quelli che mi amano sono amati da mio Padre,
e se sono amati da mio Padre,
io mi manifesto in loro.”

Queste sono le parole espresse da tutti i Maestri che sono venuti in passato.

L’amore è innato nella nostra anima e deve essere legato a qualcuno. Purtroppo è stato legato all’esterno, al mondo materiale. Così il risultato è che noi veniamo ripetutamente nel mondo. Dobbiamo andare lì, dove si trova il nostro amore. Amiamo il Dio nell’uomo, dove Dio si manifesta, poiché apre il nostro occhio interiore per vedere la forza di Dio in espressione. Per questo dobbiamo sacrificare tutto. Ora possiamo valutare dove siamo.

Lo scopo più alto nel corpo umano, è come vi ho detto, conoscere Dio, raggiungere Dio, ritornare alla casa di nostro Padre. Andremo dove siamo legati. Siete venuti ripetutamente nel mondo in quanto siete legati al mondo. Siete fortunati nell’avere il corpo umano, che è il più alto gradino nella creazione. Se sviluppate in voi l’amore per Dio, attraverso la grazia del Dio nell’uomo, poi ritornerete alla casa del Padre. È per questo obiettivo che dovete sviluppare amore per il Dio nell’uomo.

Il maestro dell’uomo è un uomo. Egli parla dal nostro livello, sviluppa in noi amore, ci dà all’interno un contatto, apre l’occhio interiore per vedere la luce di Dio e per sentire la musica di tutte le sfere. Rimanete nella religione che preferite. L’obiettivo principale è il ritorno alla casa di nostro Padre, sebbene anche sulla terra dovremmo avere la pace della vita. Possiamo avere la pace della vita solo se sviluppiamo amore per tutti, per il Dio in loro.

Perché? Perché siamo tutti fratelli e sorelle in Dio. Siamo entità consapevoli, gocce dell’oceano di piena consapevolezza. Così con l’amore, se è diretto alla giusta sorgente, riceviamo un po’ di pace qui e dopo.

Ecco cosa s’intende con:

“Possa il tuo Regno venire sulla terra.”

Dunque, chi dovremmo amare?

Dovremmo amare Dio. Come possiamo amare Dio? Amando il Dio nell’uomo, il quale ci dà un contatto con Dio. L’amore per il Dio nell’uomo è l’amore per Dio. Lui è colmo ed esultante di amore per Dio. Lui non è vincolato alla terra, ma è mandato qui per guidare l’umanità a ritornare alla sua casa. Se voi lo amate, dove andrete? Andrete dove lui andrà. Se lui non ritorna nel mondo, perché dovreste ritornare voi, come potete ritornare voi! Perciò queste due cose sono fondamentali.

I sikh hanno una preghiera che recitano sempre:

“O Dio, concedimi l’amore e la compagnia di coloro
che sono il portavoce di Dio nell’uomo.
Ti manifesti nel Dio nell’uomo
e lui è sia il Dio nell’uomo che Dio.
In questa compagnia il mio amore sarebbe
sempre rivolto a Te.”

È la preghiera più alta, penso, che si possa fare.

“O Dio, lasciami essere con quelle persone in cui ti manifesti,
che sono traboccanti di amore per Te.
Dio dovrebbe concederci questa compagnia.”

Dovremmo avere la compagnia di queste persone fino alla fine del mondo. Qualsiasi amante vuole morire tra le braccia del proprio amato, vero? Vorrebbe essere con lui per tutta la vita, fino all’ultimo respiro. Perché? Perché l’amore per tali persone ci condurrà all’amore per Dio. L’amore per il Dio-uomo, per il Dio in lui, è in realtà amore per Dio. Quei posti dove queste persone hanno poggiato i loro piedi sono diventati luoghi di pellegrinaggio.

Cristo è nato a Gerusalemme e così anche migliaia di altre persone. Gerusalemme è diventata un luogo di pellegrinaggio per i cristiani di tutto il mondo non perché migliaia di persone sono nate lì, ma perché vi è nato Cristo. Questo luogo è stato santificato dalla nascita di un Maestro.

La Mecca è il luogo che è stato santificato dal profeta Maometto ed è il luogo di pellegrinaggio per i musulmani di tutto il mondo.

Per altri luoghi di pellegrinaggio, troverete che sono diventati tali perché un Santo, un Dio nell’uomo ha vissuto lì. Perché? Poiché la nostra anima si è semplicemente identificata con il corpo e i legami esteriori, ed egli ha la capacità di ritirare la nostra attenzione dall’esterno, innalzarla, trascinarla via dal livello dei sensi e aprire l’occhio interiore per vedere la Luce di Dio.

Quando diventate un collaboratore consapevole del piano divino, chi c’è che vi riporta nel mondo? Potete essere stati lontani da Dio per migliaia di anni, ma se incontrate un Dio nell’uomo vi darà un contatto con Dio. Se lo sviluppate, allora naturalmente il vostro andare e venire termina e ritornerete alla vostra casa.

L’amore per Dio significa tacita obbedienza a Lui. Amare le parole del Dio nell’uomo è il vero amore per il Dio nell’uomo, non semplice obbedienza esteriore. Dovremmo portare rispetto alle sue parole. Lui si aspetta che ci atteniamo ad esse. Il Dio nell’uomo risiede già nel Verbo personificato dentro di noi. Quindi, quando Lui risiede in noi, non dovremmo oltrepassare alcun limite. Dovremmo attenerci a tutto quello che dice e non andare oltre. Se abbiamo un tale Maestro, allora non è necessario temere nessuno in tutto il mondo. Lui è l’amato di Dio e chi è amato dal Maestro è amato dal Padre, il Dio in lui, e chi Dio ama, poi come Cristo ha detto: “Mi manifesto a lui.” Dio si presenta nella forma del Dio nell’uomo. È la grazia di Dio che permette questo privilegio. Non appena Lui si manifesta in noi, ci parla proprio come se fosse all’esterno. Lui è il nostro consigliere non pagato in tutti i nostri affari, sia esteriori che interiori.

Dunque, questo discorso riguarda chi dovremmo amare e il perché. Dovremmo amare Dio e per amore dell’amore per Dio, dovremmo amare il corpo umano in cui Dio si manifesta. Egli può insegnarci, può darci un contatto con Dio. Dunque, prima amate Dio e successivamente il Dio nell’uomo.

Dovremmo anche avere amore per tutti gli altri poiché tutte le anime sono entità consapevoli, una goccia dell’oceano di piena consapevolezza. Tutti i corpi sono controllati da Dio, che è la forza che controlla. Così naturalmente, colui che ama Dio ama tutta la creazione, sia animata che inanimata. Possiamo sviluppare questo solo nel corpo umano, che fortunatamente possediamo.

Per questa ragione, andiamo ai piedi di un Maestro, di un Dio nell’uomo. Nessun figlio dell’uomo può fare questo. È tutta la grazia di Dio e quando questa grazia discende, noi siamo portati in contatto con un corpo umano dove Egli si manifesta. Sono benedetti coloro che sono in questa compagnia. Questo è un segno, un presagio, che loro stanno ritornando alla loro casa.

Tutti i Maestri che sono venuti in passato hanno diffuso lo stesso insegnamento, e naturalmente noi non siamo qui solo per leggere o ascoltare, ma soprattutto per averlo nella nostra vita, per viverlo a questo livello. Più vicino siamo a Dio, maggiori benefici traiamo dal corpo umano che abbiamo.

I Maestri hanno il giusto concetto di queste cose, che sono state scritte anche nei libri. Alcune persone ascoltano da un orecchio e lo lasciano uscire dall’altro. Altre persone ascoltano e dicono che sanno molto. Entrambe le cose non vi danno alcun concreto beneficio, a meno che queste cose facciano parte della vostra vita. Il cibo che è digerito vi dà la forza, altrimenti causerà malattia, come la vanità e altre cose.

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